/ Uno dei concorsi di design più importanti nel settore automobilistico

/ Cerimonia di consegna dei premi in concomitanza con il Salone Internazionale dell’Automobile di Francoforte

Verona, 18/9/2015 – La 20V20 (“Visione 2020”) rappresenta, come nessun’altra showcar nella storia SEAT, la visione del futuro del Marchio in termini di design, qualità e passione. Fin dal suo debutto, durante lo scorso Salone dell’Automobile di Ginevra, sono stati il design e le linee scultoree della concept a catturare maggiormente l’attenzione del pubblico.

E proprio con la 20V20, la SEAT si è aggiudicata il premio del prestigioso “Automotive Brand Contest” nella categoria “Prototipi”. Considerato uno dei più importanti del settore automotive, il concorso di design è regolato da una rinomata giuria (tra cui spiccano esponenti della stampa di settore, rappresentanti di varie Università ed esperti designer), che si esprime consegnando riconoscimenti in 15 differenti categorie.

Il design al contempo possente e sofisticato che caratterizza il Marchio spagnolo, di cui le attuali Leon e Ibiza sono prova, è stato riscontrato dalla giuria dell’ “Automotive Brand Contest” anche nel prototipo 20V20. Trattandosi dell’unico concorso di design in ambito automobilistico a valenza internazionale (dove, tra le altre, vengono premiate le categorie “Interior design”, “Brand Design” e “Future, Parts & Mobility”), il verdetto ricevuto dalla SEAT è di enorme prestigio.

Il Consiglio tedesco del Design, ispirato dal principio di un utilizzo del design mirato a generare valore nei Brand, ingloba oltre 200 aziende, per un totale di due milioni di collaboratori. La sua fondazione (nel 1953) fu promossa dal Bundestag, il Parlamento tedesco, con l’obiettivo di promuovere il design all’interno dell’economia tedesca.

Il prestigioso premio è stato consegnato lo scorso martedì 15 settembre, in concomitanza alla prima giornata stampa del Salone Internazionale dell’Automobile di Francoforte, durante una cerimonia di gala organizzata dal Consiglio tedesco del Design presso il Museo Städel della città tedesca.